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Una Caretta in Riviera del Conero

Mi piace passeggiare sulla spiaggia. A Mezzavalle, sotto il Monte Conero, il tempo questa mattina era bellissimo. Una di quelle cose di cui dici: l’ho proprio azzeccata! Effettivamente la Riviera del Conero non è proprio sabbiosa, e neanche tanto estesa, ma è un continuo alternarsi di sassi di ogni forma e dimensione, sotto la scarpata di argille marnose a picco sul mare.

Tutto sarebbe finito con una semplice scorpacciata di bellezze naturali se non mi fossi imbattuta in uno strano sasso.

Ne avevo guardati altri cercando di capirne l’origine geologica o semplicemente se si trattasse del lavoro del mare sull’opera dell’uomo. Mentre mi avvicinavo a quel particolare sasso, mi rendevo conto degli strani disegni sulla sua superficie levigata…anzi, una perfetta geometria di elementi.

All’improvviso, hanno preso forma: zampe, testa, un corpo…una Caretta! Sì! Una Caretta enorme, lì davanti a me! Caretta è la specie di tartarughe che più si trovano nel nostro bellissimo Mediterraneo.

Non mi era mai successo di imbattermi sulla spiaggia in un animale esotico e vederlo inerme, ormai in decomposizione, è stato davvero triste. Ho immaginato le sue difficoltà, il modo in cui la tartaruga era spiaggiata mi diceva che non era riuscita a ritornare nel suo mare. Ho deciso di fotografarla, nonostante tutto.

Cento pensieri: chiunque con un minimo di sensibilità li avrebbe formulati. Ti chiedi soprattutto il perché. Ma la risposta la conosci: tonnellate di plastica riversate in mare, reti da pesca, indagini geologiche, disturbo, spavento, morti silenziose, fini orrende, per questi animali innocui e vigili sentinelle ambientali del nostro mare.

Dovremmo avere più cura del nostro ambiente… e mi risuona immediatamente come una frase già sentita mille volte.

Intanto, se dovessi imbatterti in un animale vivo ferito o in difficoltà, che sia una tartaruga o un delfino, chiama la capitaneria di porto 1530!riviera-del-conero